Sinner e Kyrgios 6 anni dopo il primo incrocio a Roma: un altro mondo
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Il tempo vola e la memoria ci riporta indietro al 2019, anno in cui Jannik Sinner era ancora minorenne, mentre la sua nemesi Nick Kyrgios era, già, conosciuto dal grande pubblico e sembrava destinato a vivere una carriera ricca di successi.
Roma 2019 punto di svolta per Sinner e Kyrgios
In quell’edizione degli Internazionali d’Italia accadde, però, un episodio sgradevole con l’australiano protagonista: fino ad allora veniva visto come un giocatore dal carattere estroverso, ma nulla di più, mentre in quell’occasione andò fuori di testa durante il match con Casper Ruud in cui venne squalificato all’inizio del 3° set dopo aver preso a calci una bottiglia d’acqua e insultato un giudice di linea, oltre ad essersi rifiutato di riprendere il gioco.
Nel frattempo, su un altro campo il nativo di San Candido muoveva i primi passi nel circuito ATP, racimolando soltanto cinque giochi opposto a Stefanos Tsitsipas, decisamente più in palla di come lo è ora, ma con la consapevolezza di poter frequentare questo mondo.
Kyrgios era il n. 36 della classifica, mentre Sinner si trovava soltanto al n. 263; quando l’altoatesino farà il suo ritorno in campo a Roma dopo la squalifica di tre mesi concordata con la WADA sarà, con ogni probabilità, il n. 1 al mondo, mentre l’aussie potrebbe ancora trovarsi fuori dai primi 1000 al mondo: in quel momento saranno trascorsi sei anni, ma la sensazione è che sia, già, passato un secolo.