Tennis

Roddick avverte Sinner: “Difficile tornare come se nulla fosse cambiato”

Pur essendo un fan di Jannik Sinner, Andy Roddick vede delle criticità per il n. 1 al mondo al rientro in campo dopo più di tre mesi senza tornei
Andy Roddick
Andy Roddick (Getty Images)

Si avvicina a grandi passi il momento del rientro in campo di Jannik Sinner che, con ogni probabilità, sarà ancora n. 1 al mondo al termine della squalifica il prossimo 4 maggio; un grande campione del passato come Andy Roddick analizza aspetti positivi e negativi di tornare sulla terra rossa agli Internazionali d’Italia a Roma in programma dal 7 al 18 maggio.

Il vantaggio di giocare in casa

Il nativo del Nebraska pensa che sia un vantaggio tornare a disputare un torneo davanti ai propri connazionali: “Sinner tornerà al Foro Italico e il pubblico di casa a Roma impazzirà. Con il supporto e la fama di cui gode in Italia, non sono sicuro che ci sarebbe potuto essere un posto migliore per lui al momento del ritorno. Ha giocato bene a Torino e ha vinto le finali ATP lì, ma non ha giocato a Roma l’anno scorso per cui non hanno visto Jannik da quando è diventato il miglior giocatore del mondo. Non mi preoccupa che il chiacchiericcio sul suo ritorno possa influenzarlo perché ci convive dagli US Open 2024 e in quel periodo ha vinto due Major. Penso che abbia ancora il rispetto delle persone nello spogliatoio anche se non sono d’accordo con la natura confusa dei protocolli antidoping”.

Per Roddick la terra rossa può essere indigesta per Sinner

C’è, però, il problema legato alla superficie che non è quella preferita dal nativo di San Candido: “Il fatto che tornerà su una superficie che non è la sua preferita rappresenta uno svantaggio. Non credo, inoltre, che si possa stare fuori dal circuito per tre mesi e tornare come se nulla fosse cambiato, motivo per cui la sua preparazione per il Roland Garros potrebbe risentirne”.