Tennis

Masters 1000 Miami, Djokovic e il rapporto con Murray: “Surreale, mi sembra un sogno”

Dopo aver travolto Lorenzo Musetti, Novak Djokovic è tornato a parlare del rapporto con l’ex rivale, ora suo coach, Andy Murray
Novak Djokovic e Andy Murray
Novak Djokovic e Andy Murray (Getty Images)

Prestazione pressoché perfetta da parte di Novak Djokovic contro Lorenzo Musetti negli ottavi di finale del Masters 1000 di Miami: “Ha iniziato molto bene la partita, io invece ho cominciato un po’ più piano come ritmo. Sapevo che se gli avessi dato tempo, avrebbe tirato i suoi colpi e preso fiducia, ha molto talento. È stato complicato, soprattutto nei primi sette o otto game. Poi il match è cambiato e ho cercato di approfittarne. Ho servito bene e questo ti semplifica la vita in campo: ti fa accumulare punti facili. Nel complesso, è stata una grande partita”.

Serena Williams e Juan Martin Del Potro a tifare per Nole

Il 37enne di Belgrado ha, poi, parlato delle presenze illustri sugli spalti: “Questo posto è pieno di star. È stato fantastico vedere Delpo, un vecchio amico e rivale. Sono così felice che sia qui e di avere il suo supporto dal box. Voglio davvero ringraziarlo per essere venuto. E Serena è stata una sorpresa, non sapevo che sarebbe venuta. Quando ho fatto un passante sulla riga, l’ho indicata e le ho chiesto se stava bene: ha detto di sì!

Il rapporto tra Djokovic e Murray

A Sky Sport, Nole si è soffermato sul rapporto con l’ex rivale, ora suo allenatore, Andy Murray: “Abbiamo condiviso lo stesso palcoscenico, per così dire, e siamo stati nel circuito per molto tempo, ci conosciamo da 20 o 25 anni, dai tempi dei junior. Ma ovviamente, quando sei un rivale, non interagisci così tanto e in realtà, mentre aspettavamo la ripresa degli incontri dopo la pioggia oggi, abbiamo avuto una discussione molto interessante che non avevamo mai fatto prima. Ho sempre avuto un enorme rispetto per Andy, come giocatore, ma ora ancora di più come persona. È veramente simpatico e sono davvero grato che si interessi alle mie prestazioni in campo. È sempre surreale che uno dei miei più grandi rivali sia il mio allenatore, stringa il pugno e salti nel mio box. A volte mi pizzico e mi chiedo ‘È reale? È un sogno?’, ma è fantastico. Cerchiamo di trarre il meglio da questa relazione giocatore-allenatore e di passare del tempo di qualità insieme. Miami è stata una bella esperienza. Siamo arrivati presto, quasi una settimana prima dell’inizio del torneo. Abbiamo giocato a golf, cenato insieme e ci siamo divertiti”.