La previsione di Piatti su Sinner: “Il mio nome per il dopo Cahill”

Allenatore di Jannik Sinner da quando l’attuale n. 1 al mondo aveva 13 anni fino al febbraio 2022, Riccardo Piatti ha rilasciato una interessante intervista al Corriere della Sera in cui parla del suo ex assistito, esprimendo anche una personale previsione per il dopo Cahill.
La reazione dopo l’addio con Sinner
Piatti ricorda innanzi tutto come sia cambiata la sua vita dopo che il nativo di San Candido ha chiuso la collaborazione: “Ho smesso di vivere la vita degli altri con 52 settimane all’anno in trasferta e la famiglia che ruota intorno alle esigenze del giocatore. Dopo che è finita con Jannik ho, però, avuto qualche mese di stordimento e, poi, sono tornato a fare quello che mi piace: insegnare tennis. Il Piatti Center non è un supermercato: qui si fa un processo di crescita, l’ho dovuto fare anche io e ora inseguo i sogni dei ragazzini”.
Il rapporto con Jannik
L’ultima volta che Piatti e Sinner si sono sentiti è stato per il compleanno di Riccardo: “L’8 novembre mi ha fatto gli auguri ed eravamo alla vigilia delle ATP Finals: gli ho detto di divertirsi e farci divertire, lui mi ha risposto che sarebbe andata bene e sapeva, già, che avrebbe vinto. Tutti ricordano lo screzio a Melbourne 2022 con Daniel quando mi ha urlato “Stai calmo, caz**”, ma è una normale dinamica tra giocatore e allenatore. Ho sempre voluto che Jannik diventasse indipendente e sapevo che, prima o poi, se ne sarebbe andato, ma io dovevo essere l’allenatore rigoroso e per lui questo rigore è diventato troppo da reggere. Non mi importa che non mi nomini mai, non deve ringraziare nessuno. Il tennis è uno sport in cui l’ego è molto presente”.
Un consiglio per il dopo-Cahill
In ultimo, l’allenatore comasco fa una previsione per il coach che andrà a sostituire Darren Cahill al termine della stagione: “Punto su Carlos Moya che avevo già preso in considerazione anch’io: è stato numero uno e conosce il circuito. Umanamente è una ottima persona come Darren, poi c’è Renzo Furlan che è libero, Ivan Ljubicic e anche Becker: Boris l’avevamo contattato ai miei tempi, ma lavorare con lui è più complicato”.