Il sogno di Alcaraz: “Giocare a 38 anni come Djokovic”. E Mouratoglou promuove il suo nuovo servizio

Non c’è continuità nelle prestazioni di Carlos Alcaraz in questo avvio di 2025 in cui è stato eliminato nei quarti di finale da Novak Djokovic all’Australian Open e da Jiri Lehecka a Doha; in mezzo, la prima affermazione in carriera al coperto a Rotterdam.
Alcaraz vuole imitare Djokovic
Anche se ci sono ben 16 anni di differenza tra i due tennisti, il n. 3 della classifica ATP spera di emulare la longevità del campionissimo serbo come dichiarato a BB tennis: “Spero di poter resistere come Nole, o anche Cilic, e continuare a giocare ad un buon livello fino a 38 anni; sono ancora molto giovane per cui devo guardare al massimo ai prossimi 5 anni, prendendomi cura di me stesso fisicamente e tennisticamente per poter resistere come loro”.
Mouratoglou promuove il nuovo servizio di Carlitos
Nel frattempo, il nuovo movimento alla battuta dello spagnolo raccoglie il giudizio positivo di uno dei migliori coach del circuito come Patrick Mouratoglou: “Il nuovo servizio di Alcaraz ci racconta quanto sia sciolto e rilassato. Non c’è alcuna tensione muscolare che impedisca alla sua gamba e al suo braccio di muoversi liberamente: è grandioso ed essere rilassato ti aiuta a creare forza naturale al servizio”.