Serie A

Milan, Conceicao: “Pareggio? Mano clamorosa. Se non servo faccio le valigie” 

L’allenatore del Milan Sergio Conceicao parla del suo futuro e del gol subito da Castro dopo il ko di stasera a Bologna
Conceicao, allenatore del Milan
Conceicao, allenatore del Milan

È una sconfitta che pesa moltissimo sulla classifica quella che il Milan di Sergio Conceicao incassa questa sera al Dall’Ara. Dopo il vantaggio di Leao nel finale di primo tempo il Bologna ha rimontato nella ripresa, ottenendo i tre punti grazie alle reti di Castro e Ndoye. Il pareggio dell’argentino è al centro di tante polemiche per un tocco di mano di Fabbian, tocco che non è andato giù a Conceicao, che ai microfoni di DAZN ha alzato la voce: “C’è un fallo di mano clamoroso sul primo gol, dobbiamo fare di più su questi errori. Sono episodi negativi per noi sul risultato. C’è da vedere che cosa di buono abbiamo fatto in partita, anche se di calcio si parla poco. Errori nostri, ma anche di un’altra squadra. Questi piccoli episodi alla fine sono decisivi.  Noi siamo connessi con la partita e compatti, sapendo dove pressare l’avversario e come partire in profondità. Quando siamo in partita e giochiamo d’accordo con quello che prepariamo, stiamo bene e arriviamo in avanti con facilità e qualità”.

Milan, Conceicao: “Cattiverie ingiuste su di me. Se non servo, prendo le valige e vado via”

Oltre alla dubbia conduzione arbitrale di Mariani, Conceicao ha poi sottolineato le tante voci su di lui aprendo anche a un possibile addio immediato: “Poi ci sono questi episodi: mi dispiace parlare dell’arbitro, non è lui l’unico colpevole e anche noi abbiamo sbagliato ma accadono sempre questi episodi. Tanti allenatori parlano, noi lo abbiamo avuto. Questi episodi sono positivi per gli altri e negativi per noi. Non mi piace il criterio, delle volte falli che non ci sono e altre si fischia troppo. Gli arbitri possono commettere errori, come gli allenatori. Questi episodi hanno un peso grande, non è facile per una squadra che ha bisogno di risultati e serenità. Tutti i giorni si parla della mia situazione qua, non è facile. So cosa voglio e cosa posso fare, vedo tanta gente che parla ma la mia situazione è semplice. Se non servo più, prendo le valigie e vado via senza chiedere un euro in più. Ho quasi 100 partite in Champions, ho vinto 13 trofei: tutti i giorni si parla di me, ho sentito anche cattiverie ingiuste”.