Buffon: “Tudor? Felice possa coronare il suo sogno”

In occasione della terza edizione dei WEmbrace Awards, ideati e organizzati dall’Associazione art4sport ONLUS, il capo delegazione dell’Italia Gigi Buffon ha parlato del periodo che sta attraversando la Juventus: “Alla Juve c’è già Chiellini come grande ex, sinonimo di grande amore e senso di appartenenza. Poi ce ne sono tanti altri, da Del Piero a Marchisio, fino a Tudor, Bonucci, Barzagli… Insomma, ci sono molte persone che, per capacità, potrebbero dare una mano. Però credo anche che bisogna dare tempo ai nuovi volti e alla dirigenza per conoscere l’ambiente e operare al meglio. Prendere Buffon, Tizio o Caio non è di per sé garanzia di competenza o risultati. Non ho mandato un messaggio a Tudor perché non ho il suo numero. Ma Igor è sempre stato un caro compagno di squadra. L’ultima volta ci siamo visti qualche anno fa, quando era il secondo di Pirlo, e passavamo belle mezz’ore a chiacchierare. Sono felice che abbia avuto questa opportunità di coronare il suo sogno”.
Nazionale, Buffon: “Dobbiamo ripartire dal secondo tempo di Dortmund
Successivamente Buffon ha parlato del momento della Nazionale, dal pareggio di Dortmund a quelle che saranno le prossime Qualificazioni Mondiali: “Ho pensato che al peggio non c’è mai fine e che bisognava rimanere in partita con tutte le energie e la massima attenzione. Il rischio era di andare incontro a una disfatta clamorosa, che avrebbe aggravato ulteriormente una situazione già complicata. Penso che i ragazzi, il mister e, in parte, anche il destino ci abbiano dato una mano: nella ripresa abbiamo fatto una grande prestazione e sistemato le cose. Mondiali? Non costa nulla dire “certo, ci andiamo”, ma manca ancora tanto. È chiaro però che ci stiamo preparando nel miglior modo possibile: ormai dovrebbe essere arrivato il momento di qualificarsi senza troppi patemi. Speriamo di evitare quegli sforzi e quella fatica che negli ultimi anni sembrano averci condizionato. Credo che, come squadra, siamo molto validi: abbiamo un grande allenatore e tutti gli ingredienti per fare bene. L’importante è giocare come nel secondo tempo a Dortmund”.