Perin si sfoga: “Alla Juve non ci sono figli di pu****a”
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Alla Juve non bastano le parate di Perin per raggiungere il Bologna in semifinale di Coppa Italia. L’estremo difensore bianconero tiene a galla i suoi nei 90 minuti regolamentari con alcune parate importanti, poi dal dischetto non riesce a neutralizzare le conclusione dell’Empoli che, così, fa festa all’Allianz Stadium. Fatali per Thiago Motta gli errori dagli undici metri di Vlahovic e Yildiz, con il primo che spara in curva e il secondo che si fa ipnotizzare da Vasquez. Momento delicatissimo per la Signora, che nel giro di una sola settimana saluta Champions League e Coppa Italia.
Perin dopo Juve-Empoli
Un duro colpo da mandare giù, anche perché la Juve era campione in carica: “Abbiamo fatto un primo tempo per il quale proviamo vergogna. Non siamo stati bravi a capire l’importanza della partita perché c’era una Coppa Italia da difendere e una semifinale contro il Bologna da raggiungere. Un sentimento duro da sopportare – commenta il portiere bianconero ai microfoni di Mediaset -. Dobbiamo farci un grande esame di coscienza, la responsabilità è condivisa tra tutti, faccio difficoltà a trovare le parole ma c’è grande delusione e tristezza per l’epilogo di oggi. Se avessimo giocato il primo tempo come il secondo non saremmo arrivati ai rigori. Non basta quello che stiamo dando. Da Eindhoven ad oggi, anche se in campionato abbiamo fatto quattro vittorie consecutive, non basta. Parliamo tra di noi, ma dobbiamo anche guardarci allo specchio e capire cosa non sto andando. Non è ammissibile non passare i quarti in casa, con tutto il rispetto per l’Empoli. Ci prendiamo le critiche, i fischi”.
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Juve fuori dalla Coppa Italia: le parole di Perin
Perin non riesce a darsi pace: “Non credo manchi una leadership. Forse eravamo troppo carichi, non lo so. Non è un problema tecnico e non credo che abbiamo sottovalutato la partita perché sarebbe ancora più grave, perché non ti rendi conto di quanto sia importante andare a giocare una semifinale”. Poi lancia un messaggio chiaro: “Per entrare nella storia della Juve non conta il numero delle partite che hai giocato, ma hai una sola strada che è quella dei trofei. In questo momento non siamo all’altezza. Spero che la delusione di stasera tiri fuori qualcosa in più. Il 100% non basta, dobbiamo dare il 110 o il 120. Siamo consapevoli che abbiamo fatto un primo tempo che non puoi fare con questa maglia – ribadisce poi in conferenza stampa Perin -. Poi nel secondo è andata meglio, ma doveva evitare i rigori. Oggi abbiamo parlato e magari lo faremo domani e dopo domani. Sono da tanti anni alla Juventus è questa è la delusione più grande. Dovevamo fare molto di più. Lo sappiamo”. Poi torna sulla “vergogna”: “È lecito provare un sentimento del genere. Proviamo tristezza e delusione per quello che abbiamo fatto. Non siamo stati al livello di questa maglia e questa società. Nello spogliatoio siamo consapevoli di questo. Ora abbiamo capito il problema, ma dobbiamo trovare la soluzione”.
Juve, Perin deluso: “Quello che stiamo facendo non basta”
Imperativo, dunque, dare tutto nel finale di stagione in campionato, dove sono otto i punti che separano la Juve dall’Inter capolista: “Dobbiamo arrivare tra le prime quattro. Per noi giocare la Champions è fondamentale – ribadisce Perin -. In questo spogliatoio non ci sono figli di pu****a e si può costruire. Spero che questa sconfitta ci faccia talmente male che possa farci crescere il prima possibile. Queste sconfitte creano delle ferite, ma anche delle esperienze. Non si può creare l’esperienza. Io lo so che alla Juventus non c’è tempo, ma stiamo cercando di crescere. Non è un alibi, ma un dato di fatto. Serate come questa spero che ci diano la possibilità di crescere. Quello che stiamo facendo non basta”. Infine conclude tornando sulle parole di Thiago Motta che aveva parlato di “qualcuno che pretende senza dare”: “Non so a chi si riferiva, ne parleremo insieme. Non avendoci parlato non so rispondere, non voglio creare allusioni che non ci sono. Affronteremo la cosa insieme come abbiamo sempre fatto”.